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Rettificazione anagrafica dell’attribuzione di sesso

Come si svolge in Italia il procedimento che consente di ottenere il riconoscimento giuridico dell’identità di genere e l’aggiornamento del nome.

Che cosa si chiede al Tribunale

La rettificazione si ottiene con una sentenza. La domanda riguarda l’attribuzione di sesso indicata negli atti dello stato civile e, insieme, il nome che dovrà risultare coerente con l’identità riconosciuta.

Il procedimento è disciplinato dalla legge n. 164/1982 e dall’art. 31 del d.lgs. n. 150/2011. È necessaria l’assistenza di un avvocato; il Tribunale competente e la forma concreta del ricorso vanno verificati in base alla residenza e alla situazione personale.

Che cosa valuta il giudice

Non esiste un modello di transizione uguale per tutte le persone. Il giudice valuta la serietà, la stabilità e l’univocità del percorso, sulla base del racconto personale e dei documenti utili nel singolo caso.

La chirurgia non è un requisito necessario. Anche le terapie mediche e la documentazione specialistica assumono un peso diverso a seconda della storia individuale e della prassi del Tribunale.

Le fasi principali

  • Colloquio riservato e verifica della competenza territoriale.
  • Raccolta ragionata dei documenti e redazione del ricorso.
  • Deposito presso il Tribunale ed eventuale udienza personale.
  • Sentenza e aggiornamento dello stato civile.
  • Richiesta dei nuovi documenti e allineamento degli altri archivi.

Tempi e riservatezza

La durata varia tra uffici giudiziari e in base alla complessità del caso: una stima attendibile può essere formulata soltanto dopo aver individuato il Tribunale e verificato la documentazione.

Nel primo messaggio è preferibile non inviare referti o informazioni sanitarie. I dati particolari devono essere raccolti soltanto quando necessari e mediante un canale adeguato.